A voce non troppo alta.
ALFREDO CASALI
DEBORA FELLA
LORENZO MAZZA.
Inaugurazione giovedì 7 maggio 2026. Dalle ore 18:00
Periodo 7 maggio - 15 giugno 2026
Giorni martedì / venerdì
Orari 15:00 – 19:00
Giovedì 7 maggio lo Studio d’Arte del Lauro inaugura la nuova mostra dal titolo A voce non troppo alta e vede protagonisti tre artisti, Alfredo Casali, Debora Fella e Lorenzo Mazza.
La mostra potrà essere visitata fino al 15 giugno 2026.
Le ricerche pittoriche di Alfredo Casali, Debora Fella e Lorenzo Mazza - scrive Roberto Borghi - vertono intorno a “una rara versione dell’inafferrabile. Un inafferrabile dal volto umano, qualcosa di indefinibile che però si lascia volentieri cogliere, e anzi vuole essere colto. Un inafferrabile tutt’altro che enigmatico, oscuro, solenne, semmai piuttosto amichevole, desideroso di entrare delicatamente in relazione con lo spettatore, di raccontarsi a voce non troppo alta.
Il fattore discriminante sta proprio nella dimensione del racconto. Le opere dei tre artisti possiedono un peculiare carattere narrativo. Che cosa narrano? Una risposta plausibile ricalca il titolo di un celebre libro di Vladimir Jankélévitch, Il non-so-che e il quasi-niente: i lavori in mostra di fatto raccontano ‘non si sa bene che’, e all’incirca ‘quasi niente’, ma in quel ‘quasi’ risiede la loro preziosità. Il racconto è accennato, frammentato, volutamente incompiuto, eppure letteralmente sostanziale: non manca mai “il nocciolo della questione”, quel dato significativo che comprende in sé l’essenza della trama.
I dipinti di Alfredo Casali si imperniano sul diaframma tra interno ed esterno o, forse meglio, tra interiorità ed esteriorità, nell’accezione allo stesso tempo ‘territoriale’ e psicologica dei termini. Si tratta di uno spazio sottile, forse persino sottilissimo sul piano estensivo, che, nel corso dei decenni, si è gradualmente dilatato in direzione della profondità.
Il topos narrativo di Lorenzo Mazza sembra consistere in una impuntatura. I suoi lavori insistono nel convincimento che l’infanzia non è un periodo della vita, ma uno stato perenne, una dimensione totalizzante dalla quale è impossibile evadere.
La natura al crepuscolo rappresenta l’ambientazione ottimale per una novella gotica. Sulla scia di questa consapevolezza, Debora Fella ha cesellato un erbario notturno che chiude idealmente la mostra. La vegetazione rappresa, a tratti scarnita, è immersa in un’atmosfera pervasa di echi tardoromantici così come di richiami alle avanguardie storiche.”







